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PROFILO (altro profilo)
Nato a Portogruaro nel 1960 Alessandro Visentin è presente in ambito artistico da alcuni anni partecipando ad esposizioni collettive e personali. Da anni mette impegno politico e sociale nella difesa dei diritti delle persone e nella tutela dell’ambiente, amore nelle donne, mani sulla roccia, emozioni e colori sulla tela. Alessandro colora la vita. Un quadro di Visentin non passa inosservato, ne violenta lo sguardo, ma parla con l’autorità di chi ha qualcosa da dire: si rivolge a chi lo guarda con schiettezza e sincerità e dice della vita dell’autore; uomo maturo - ove maturità e capacità di integrare spontaneità e curiosità infantili col disincanto e la sofferenza dell’età adulta - padre, alpinista, artista. L’arte di Visentin ha la capacità della sintesi senza l’arroganza di essere definitiva, lasciando invece a chi vi si accosta la possibilità di interrogarsi o di abbandonarsi al gioco dell’immaginazione che trasforma il segno in contenuto, il corpo in paesaggio e l’emozione nel mare del pensiero creativo. Il mare di Visentin è una metafora che si estende al cielo e invade la campagna, che rifluisce tra le gole alpine, facendo emergere i picchi dolomitici come scogli cui l’autore, e chi con lui condivide l’avventura dello sguardo, si aggruppa, insieme naufrago ed esploratore in territori sconosciuti del proprio mondo interno. Stefano Fregonese
Anche là dove l' uomo gioca il ruolo principale nel quadro ,si tratta , di fatto ,di un verbale su suoi rapporti con l' ambiente dal quale è dominato . . . ..
F. Cullen
La pittura di Alessandro Visentin si manifesta e si svela immediatamente. E’ la pittura che senza interposizione rimanda ai suoi contenuti, poiché non appare essere un’azione consequenziale ad un progetto razionale, generato da una serie di considerazioni sull’espressività della pittura stessa; né tanto meno è una conseguenza di una serie di riflessioni sui molteplici linguaggi dell’arte contemporanea. La sua è una pittura di paesaggio e di narrazione, dove l’immagine, pur sempre intensa, occupa però solamente una piccola parte, esercita un ruolo, per così dire, secondario (ma nel contempo indispensabile alla lettura complessiva dell’opera) e questo perché è forte ogni richiamo o rimando alla specifica espressività del linguaggio pittorico come liberazione di un atto creativo. Infatti, se ci fermiamo ad una lettura del rappresentato, vediamo emergere i temi che gli sono più cari: il paesaggio montano, collinare, lagunare, ma anche la città, fra tutte Marghera, carica di storia operaia e di lotte sindacali, di partecipazione collettiva e di popolo. Un preciso segno alle proprie esperienze e al proprio vissuto. Anche la costruzione formale e le figure raffigurate fanno parte dell’immediato vivere e dell’esistere quotidiano del pittore. L’immagine della città, che si staglia nelle sue fattezze nell’orizzonte con un cielo colorato di rosso, ocra e giallo, quasi a disegnare un infinito irraggiungibile, diventa una metafora della complessità del vivere; un’immagine le cui mutevolezze sono anche le volubilità percettive dell’artista, il segno delle contraddizioni che ogni città vive e che, contemporaneamente, coinvolgono chi in essa vive. Nelle numerose opere di Visentin troviamo anche immagini che narrano un movimento individuale ed intimo, e che segna quello spazio nel quale è l’artista il vero artefice della sua vita: è quella quotidianità della casa, di quell’intimo passare del tempo, scandito dagli oggetti casalinghi: abatjour, tubetti di colore, pennelli, scarpe; insomma da tutto ciò che mette a nudo la quotidianità dell’uomo, prima che quella del pittore. Il voler raccontare quest’esistenza è come voler parlare di se stesso, del proprio esistere fuori del fare, ma quale espressione dell’esistere. Immagini che certamente coinvolgono l’uomo, lo introducono in un mondo, quello reale, che appartiene sia alla quotidianità (nel senso delle cose ordinarie) che al vissuto (delle impressioni). Alessandro è uomo di esperienze, di sensazioni intensamente vissute, un pittore che raccoglie dalla pittura l’energia e la forza che è propria delle sperimentazioni espressive vive, forti e sentimentalmente sentite. Sentimento e realtà, espressività e linguaggio pittorico sono in sintesi, gli elementi che caratterizzano opere di Visentin; un linguaggio espressivo che individua nella specificità dell’artista un suo modo di essere all’interno di un percorso artistico, nel quale esiste lo spazio ed il tempo per far dialogare la propria esperienza di uomo con quella più articolata e formale del linguaggio dell’arte. Diego Collovini
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